mercoledì, febbraio 28, 2007
ti ho detto di mirare
L' AMORE SPACCA IL CUORE
Spara! Spara! Spara, Amore!
L'amore è inutile. Ovvio che voi mi dite che non è cosi' che è il motore del mondo e bla bla e probabilmente parlo cosi' perchè sto passando un periodo un po' di stanca.
Pero l'amore ci sembra vitale solo perchè esiste. Nel senso: se non esistesse nessuno di noi ne sentirebbe la mancanza, bisognerebbe rivalutare un po' l'amicizia per esempio molto più semplice e decisamente meno deleteria (tranne nei casi guarda un po' dove l'amore ci mette lo zampino). Ma ormai come facciamo a farne a meno? Siamo asuefatti dall'amore. Non possiamo certo ora dopo averlo sperimentato per tutti questi anni tentare di farne a meno. Semplicemente non si può; s'è infilato nel nostro meccanismo vitale come un cancro e si è impossessato di ogni cellula e ora hai voglia destabilizzarlo, quello rimane li e non ha la minima intenzione di andarsene.
Quindi si l'amore fa schifo perchè ad ogni gioia ti da una mazzata, ora non voglio neanche sentire i positivi, gli ottimisti, brutta gente quella... mi danno anche un po' sui nervi ad essere sincera. L'amore è inutile se non deleterio. E non dico che non mi piace figuriamoci! Si è impossessato anche di me, ma è appunto questo che ci tengo a sottolineare; l'amore è un virus che si diffonde e lo riteniamo cosi' importante, cosi' vitale solo perchè da buon virus non risparmia nessuno. Nessuno immagina un mondo senza amore perchè siamo ormai preda del suo delirio.
Ho concepito tutto ciò sia perchè vabbè sto periodo è cosi' sia grazie a Casablanca il piu' grande film contro l'amore che abbia mai visto (sicuramente qualcuno non sara' d'accordo con me). Li appare lampante quanto è inutile l'amore... per tutto il film ci appare come qualcosa di difficile di sofferto che non porta a nessuno scopo. Reincontrarsi con la sua vecchia amata non fa che portare Rick Blaine nella spirale dell'autodistruzione ed è solo una volta che lei se ne va (finalmente) che l'equilibrio si risolleva, che gli animi si riappacificano finendo con quell'emblematica frase "Louis, I think this is the beginning of a beautiful friendship." L'unica cosa buona che ha portato del resto tutta la storiaccia. Amen
venerdì, gennaio 05, 2007
Settimana scorsa accompagno i miei a linate tutta felice e non riesco a vedere un solo aereo, quell'aereoporto è davvero odioso; non c'è il buco di una finestrella dalla quale si puo' vedere almeno un aluccia. Provo a salire nella sala da te panoramica ma niente era ancora chiusa. Mesta mi rimetto in macchina e col mio ragazzo decidiamo di andare a fare un giro all'Orio Center così possiamo spendere soldi e intanto mangiare davanti alla vetrata e vedere gli aerei. Macchè da Dalmine in poi c'era una nebbia spropositata non ci siamo neanche accorti quando siamo passati di fianco all'Orio C., abbiamo sbagliato l'uscita tipo 3 volte e alla fine non si vedeva neanche dall'altra parte della strada figuriamoci gli aerei.
Ma finalmente ieri ce l'ho fatta! Aspettando i miei tornare ero li felicemente seduta al tavolino col mio te che guardavo le luci e i giganti di ferro. Quanto adoro guardare gli aerei decollare, sopratutto perchè significa che io non ci sono sopra.
lunedì, dicembre 11, 2006
Un post che inizia di qua finisce di la e forse in mezzo non dice proprio niente
Quando cominciai a lavorare in quell'albergo non ero altro che una bimba di nemmeno 17 anni. Iniziai con paura questa esperienza passando ore davanti allo specchio dandomi arie da donna in carriera con il mio tailleur blu preso in prestito e le mie scarpe col tacco. Mi sembrava quasi di giocare a fare la grande; dalla stazione all'albergo guardando dritta davanti a me e camminando compita.
Dentro però era l'inferno. Passavo la maggiorparte del tempo pregando che nessuno chiamasse al telefono (invano) e cercando di stare più vicino possibile ai pochi dipendenti dotati di pietà. Molti mi usavano come salvagente buttandomi avanti quando qualcuno veniva a lamentarsi di qualcosa, dovevo ormai fare mia l'arte di inventarmi scuse. E di scuse da fare ce ne erano sempre, ogni giorno. A quanto pare nulla di quell'hotel valeva le 200mila lire a notte della tariffa. Ne le stanze, ne il ristorante, ne l'inutilizzabile piscina. E io mi trovavo sempre li, davanti, a balbettare scuse alle quali nessuno di noi credeva. Quando andava peggio a balbettarle ad indiani o giapponesi che chiedevano qualsiasi cosa nel loro incomprensibile inglese; quando mi giravo a chiedere aiuto non c'era nessuno... volatilizzati, lasciata quasi come un agnellino sacrificale.
Che se mi fosse successo ora, sarebbe stata tutta un'altra cosa, non mi sarei mai lasciata manomettere così, avrei reagito, avrei cercato un dialogo, cavolo neanche mi pagavano cosa sarebbe successo poi di terribile? E invece mi ritrovavo in bagno a piangere come una stupida con la mia sigaretta in bocca passando 10 minuti a cercare di calmare gli occhi rossi, o passavo in fretta in mensa con il mio vassoio mentre metà della popolazione maschile mi osservava il culo e mi faceva i complimenti per come rispondevo al telefono con la mia “voce sensuale”.
Un giorno mi trovavo in stazione aspettando il treno del ritorno; era luglio ed ero costretta ad indossare giacca camicia e collant e stavo letteralmente per sciogliermi.
In fianco a me si avvicina questa donna uscita senz'altro da un libro; era una donna giapponese sulla sessantina, indossava un kimono rosa e aveva un ombrello per ripararsi dal sole.
Mi chiede qualche informazione sul treno in un inglese stentato e poi si avvicina a me e mi ripara con il suo ombrello.
Comincia a raccontarmi di suo figlio che è venuto a vivere in Italia per sposarsi, lei era appena diventata nonna e per l'occasione era venuta a stare dal figlio per qualche mese. "Sai cosa mi piace dell'Italia? " mi chiede e mi fa cenno verso una vecchia casa diroccata con un edera rampicante che ricopre praticamente tre quarti dell'edificio.
"Da noi è difficile da vedere, case antiche, rampicanti. C'è la tentenza a sostituire ogni cosa. Peccato perchè quella casa è così bella da guardare, ogni tanto vengo qui e la osservo."
Osserviamo in silenzio la casa quasi contemplandola, io le sorrido con timore, non so bene cosa dirle, cosa risponderle mi sento quasi in imbarazzo.
"E' proprio dura essere donne in questo mondo." si gira verso di me con un sorriso complice come per dire - tu mi puoi capire bene - e accosta ancora di più l'ombrello facendomi ombra.
Si, è dura essere donne come è dura essere 17enni sprovvedute, è dura essere un edera in Giappone.
Ci sono degli incontri che ti dimentichi per molto tempo e poi, quando è necessario, ti tornano alla mente e sembra quasi che facciano parte di sogni e fantasie e ti chiedi se è possibile siano successi veramente.
lunedì, novembre 27, 2006
Marie Antoinette
Ed invece... oh è proprio noioso. Visivamente non si discute è molto bello, colorato, sfarzoso. Ma la sostanza non lascia niente... scorre tranquillo. Scorre TROPPO tranquillo. Non solleva il minimo sentimento, il minimo pathos, la regia è moscia, senz'anima. Il problema non è che è lento, o
meglio forse per qualcuno poteva essere anche quello, ma secondo me è il meno; è proprio il vuoto che lascia. E' una bella scatola di cioccolatini vuota.L'unica cosa buona sono le immagini visive; alcune mi sono piaciute molto come per esempio l'ultima immagine del film con la camera di Marie A. distrutta e il lampadario a terra, praticamente credo l'unica immagine che possa evocare qualcosa nel nulla totale.
Kristen è bella bellissima un angelo ma sorretta da questa regia perde la dignità e la controversia della regina stessa. E' una bambolina scema.
La colonna sonora moderna è praticamente inutile, che ci fosse o meno sarebbe stato identico, non si amalgama bene con il periodo storico e nello stesso tempo non è abbastanza contrastante da dare un risultato graffiante. Anch'essa sfuma via, passa e cosi' com'è venuta se ne va... nel completo disinteresse.
Non riesco a fare a meno di comparare questo film con l'unico paragone che conosco : Versailles no Bara (Lady Oscar). E senza dubbio quest'ultimo vince di larga misura.
Certo due ore di film non sono come 40 puntate duranti le quali bene si poteva dipanare la vita della Regina, ma lo spessore, l'ardore di Antonietta, probabilmente il motivo per il quale questa figura storica mi è sempre rimasta impressa, la splendida figura con i
capelli bianchi che viene rinchiusa e cammina a testa alta verso la propria morte. Il cambiamento maturato durante i propri anni, i dolori e le contraddizioni di una persona fin troppo umana per la posizione sociale ottenuta niente hanno a che vedere con una reginetta vuota, bella da vedere ma scialba di contenuti.In definitiva sono uscita delusa dal cinema, delusa anche dal fatto che tutto finisse coi regnanti che lasciano Versailles per Parigi saltando tutta la succosa parte finale. Quando uscirà in dvd lo riguardero' magari per avere una migliore visione, ma per ora film non riuscito.
Ah e come al solito Asia Argento è un cane a recitare.
venerdì, novembre 03, 2006
martedì, ottobre 31, 2006
Buon Halloween
Mi stan tutti sul cazzo.
Non so; è una cosa normale avere periodi in cui ti stanno sul cazzo tutti? Mi infastidisce la presenza di praticamente chiunque, mi frigge la bile ho voglia di regalar schiaffoni e calci.
Lasciatemi nel mio cazzo di angoletto nero a sentirmi migliore di voi e allo stesso tempo a preoccuparmi del mio pessimismo del mio cinismo del mio essere essenzialmente anti sociale.
Invece no... stasera mi convincerete a vestirmi come una cretina con il cappello da Harry Potter, a spendere più del necessario per entrare in un locale strapieno di coglioni travestiti dove ti serviranno pessimo alcol e dove ascolterai musica senz'anima.
Ma devo farlo. Si perchè devo essere dentro il gruppo. O sei con noi oppure sei fuori, e se sei fuori sei una merda.
Mi lascero' trascinare, vestire, truccare, ballare e non mi divertirò per un cazzo ma fingerò... che a quanto pare qualcuno si è accorto della mia insofferenza degli ultimi tempi e ha pensato bene fosse meglio ignorarmi.
Perchè essere sceme è a quanto pare molto meglio che essere fuori dal gruppo. Perchè la gente preferisce le sceme?
mercoledì, agosto 23, 2006
Il sogno di un bambino è andare a Gardaland?
Non so saranno 6 o 7 anni che voglio andare a Gardaland e per qualche stupida ragione non ci riesco... Sabato per qualche strano miracolo di iddio riusciamo ad organizzare di andarci... ed ovviamente nn va un cazzo bene.
Il parco è talmente pieno che addirittura la Valle dei Re (attrazione rinominata per essere SEMPRE deserta) ha la coda e penso per la prima volta dall'innaugurazione possa vantarsi di utilizzare il serpentone incanala coda.
Come se non bastasse appena ci mettiamo in coda per Fuga da Atlantide, che non avevo mai fatto ed era praticamente l'attrazione che aspettavo con più ansia, la fottuta giostra si rompe. Verrà riaperta nell'ordine "Più in la'" "Questa sera" "Tra ore ed ore" "Non riapre più". Perfetto.
Qualche ora dopo arriva il colpo di grazia. Un black out mette al tappeto mezzo parco. Quando avviene siamo dentro la Valle dei Re, ci fanno aspettare 10 minuti dentro l'attrazione nelle mani di quegli orribili manichini che con la luce d'emergenza accesa sono ancora più inquietanti e alla fine una voce tuona dall'alto "
Ok Ragazzi, dobbiamo evaquare"... ed evaquazione sia, veniamo lasciati a noi stessi gironzolando per l'egitto con gente che si attacca ai manichini e ai mostri facendosi foto prima di prendere la prima via d'emergenza verso l'aria.Il black out ovviamente non è momentaneo e partono una ad una diverse giostre (tra le quali i Pirati che non ho potuto fare, le montagne russe e il nuovo Sequoia Adventure).
La sera si gira con le tenebre... la zona dei pirati è quasi completamente al buio... ovviamente decidiamo con arguzia di andare a mangiare alla taverna del bucaniere e ci mettiamo 2 ore ad ordinare perchè ogni 3 secondi andava via la corrente... quasi tutta la zona è spenta per permettere alle montagne russe di funzionare... un atmosfera dark come solo nei miei incubi da bambina quando rimanevo chiusa dentro il colorado boat tutta notte. Facciamo un giro sulla monorotaia e quando finiamo ringraziamo il cielo sia durato poco...
Menomale che sono stata a Gardaland ragazzi... mi sono tolta uno sfizio che avevo sul groppone da anni... ahh la soddisfazione.
giovedì, agosto 17, 2006
Berlin part 2
La mattina andiamo al Checkpoint Charlie; ed è proprio una cagata. Il terzo checkpoint americano non è altro che una fila di negozietti dove vendono qualsiasi cosa riguardante il muro, qualche imbecille vestito in divisa che si fa fotografare con i soliti turisti squallidi e le riproduzioni dei cartelli "You're leaving the American Sector bla bla". Apprezzabile solo le foto e i cartelloni esplicativi che ho solo letto per metà grazie a qualcuno che si era stancato di leggere "cose tutte uguali".

Non ci tratteniamo molto in questo posto inutile e ci dirigiamo (rigorosamente a piedi ... evidentemente odiamo la comodità) al Museo Ebraico.
La prima parte è davvero atroce. Nel senso crudo della parola. Il pavimento è in salita e storto, un senso opprimente e tortuoso per risaltare la storia del popolo. All'interno si incrociano due assi; L'asse dell'esilio rappresenta le varie emigrazioni ebraiche e porta al Giardino che altro non è che un campo di colonne di cemento su di un terreno ciottolato e inclinato che ti da una sensazione strana di malessere e nausea camminarci dentro. L'asse dell'olocausto invece porta alla Torre dell'olocausto; uno spazio vuoto e freddo dentro una torre con una piccola luce che filtra solo dall'alto per ricreare la sensazione di perdita di umanità cultura e vita.
L'altra parte del museo parla della storia del popolo ebraico con molti contenuti interattivi e divertenti che stemperano non poco il senso di malessere che si ha all'entrata.
Il pomeriggio ci facciamo un giro per il quartiere ebraico giusto per rimanere in tema e passiamo qualche ora sprofondati nelle grandi poltrone di Starbucks a farmi la mia dose di frappuccino e muffin (una delle grandi pecche italiane ma volete aprire un cazzo di Starbucks???).
La mia brillante idea di salire sulla torre della televisione ci fa sorbire circa 50 minuti di coda con un ciccione italiano che si crede di fare il brillante continuando a dire stronzate come "ah si nella seconda entrata c'è molta meno coda ohohoh".
Il giorno dopo piove e decidiamo di andare a vedere lo Stadio Olimpico. Ovviamente disseminato di italiani che intonano i loro cazzo di "poropopo" e appendono bandiere italiane sugli spalti (tempo 30 secondi ed un omino tedesco esce con cattiveria e strappa via ogni bandiera). Anche lo stadio come il resto di Berlino non è da meno in quanto a storia.

I resti dello Stadio Olimpico costruito da Hitler nel '36 ci raccontano più di quanto mi sarei aspettata e la gita che era iniziata come qualcosa di puramente celebrativo diventa ancora una volta storia pura girando tra i vari cartelloni esplicativi.
Il pomeriggio invece andiamo a Fridrichstein a vedere la East Side Galler
y, la parte più lunga del muro rimasta, 1 km e mezzo di graffiti posti sul lato est, quello che durante la divisione era intoccabile, bianco e lindo. Ed è li che ti rendi conto di quanto atroce era vivere con un muro; lo vedi snodarsi lungo la strada e seppur lungo poco più di un kilometro ti da quella strana sensazione di oppressione che ti fa pensare; se mi sento oppressa io per un minimo pezzo di muro chissà come ci si poteva sentire in gabbia a viverci in quel periodo.continua...
mercoledì, agosto 16, 2006
Berlin part 1
Perchè quando sei li in mezzo e ti guardi intorno, persino con occhio ignorante come il mio, lo senti che sei in un posto diverso e speciale. Te ne rendi conto subito appena ci metti piede.
Il volo è stato stranamente calmo nonostante giusto il giorno prima fosse scosso da casini terroristici... ci fanno addirittura guardare friends; peccato che le cuffie costino 2 euro. Fortuna che so tutte le puntate a memoria e rido delle battute anche senza sentirle.

Il nostro albergo si trova a Charlottemburg in una bella via alberata e più che un albergo è un appartamento con 8 stanze, la signora non parla inglese e ci mettiamo due ore per comprenderci: le chiedo se devo pagare ora o alla fine e lei come risposta mi spiega a cosa servono le varie chiavi... alla fine decido di ignorare il pagamento e partiamo per il centro.
In centro vengo giustamente presa da euforia e voglio vedere tutto più in fretta possibile, cominciamo a camminare come ossessi seguendo il percorso della Lonley Planet (lasciata poi stare dal secondo giorno in poi dopo aver notato che il 70% degli italiani gira con quella guida e dopo esserci trovati noi e altre due coppie di italiani davanti ad una palestra di Judo cercando "il kebab più buono della città"), io mi guardo attorno come una bambina in un negozio di gioccatoli puntando il ditino su ogni cosa che vedo "La torre della televisione! Il Berliner Dome! Gendarmenmarkt! La porta di Brandeburgo!" cercando ansiosa tracce della divisione, la differenza delle architetture, fermandomi ad ogni memoriale che si incontra sulla strada, respirando l'atmosfera del contrasto. Mi ritrovo sorpresa a vedere una città allegra, colorata, la mente mi aveva sempre portato a immaginarmela malinconica per via della sua storia... invece neanche il cielo grigio riesce a
stemperare la vivacità.Passeggiamo per Tiergarten con le poche forze rimaste e finiamo il nostro pomeriggio alla Kaiser Wilhelm Gedachtniskirche, la chiesa della memoria distrutta nel 1943 dalle bombe alleate. La guardo con un groppo in gola per poi entrare nella chiesa ottagonale a lato per angosciarmi totalmente in mezzo a finestrelle blu ed un cristo terrificante che sembra volare sopra l'altare con un espressione decisamente inquietante. Più che un luogo di culto sembra un luogo di terrore.
La sera andiamo a Potsdamer Platz e di nuovo mi trovo invischiata in un turbinio di espressioni a bocca aperta e di Ohhh. Questa volta sono le luci e la spazialità del centro Sony a colpirmi. Come però ovunque a Berlino anche qui, in questa giostra di colori, segni di un passato distruttivo vengono evidenziati.
Alcune lastre del muro ricordano come questa piazza solo pochi anni fa fosse divisa e nel mezzo del centro Sony in una teca troviamo l'unica stanza sopravvissuta dell'Hotel Esplanade prima che venisse bombardato durante la guerra. Ormai dopo solo un giorno mi sento abituata a trovare questo miscuglio tra il nuovo, la voglia di ricominciare ed il vecchio, per non dimenticare. E da brava amente dei constrasti impazzisco.
Continua...
lunedì, luglio 17, 2006
-7 giorni all'operazione
1. Pigiama fuxia con fiocchetti comprato appositamente da mia madre per farmi sentire/sembrare un confetto gigante... check
2. Mutande da nonna culona che soffre di incontinenza ad altezza ascellare perchè "non va bene farsi vedere col perizoma dai dottori" comprate a mia insaputa sempre da mia mamma ed ovviamente da me rifiutate ... check
3. Anestesista giovane e fin troppo piacente che avrà il piacere di vedermi in momenti imbarazzanti della mia vita quando probabilmente sarò al peggio di me e che mi dice che firmando il foglio "gli do il permesso di farmi tutto quello che vuole"... check
4. Mestruazioni che sicuramente sfoceranno il giorno del ricovero... almost check
5. Chirurgo interista che ogni volta che lo vedo sembra aver dormito due ore e bevuto come una spugna... check
Direi che sono pronta...
mercoledì, luglio 12, 2006
Notti magichee yadda yadda yadda
Però questa volta faccio uno strappo alla regola e dedico anche io un post alla vittoria mondiale ponendo l'attenzione su due cose (no niente testata di Zidane) che meritano piu' attenzione di quanta sia data:
1. Quanto è arrapante Trezeguet in versione disperata tra le braccia coccolose di Henry? Già è yummy di suo... in questa versione sentimental yaoi mi fa venire solo a guardarlo

2. Oddo e la sua intervista da ubriaco. Che dire? Grazie a chiunque abbia lasciato quelle birre nello spogliatoio.
Potete trovarlo qui http://www.youtube.com/watch?v
domenica, luglio 09, 2006
lunedì, giugno 26, 2006
That night ... in London
- Okay, we will sleep as babies in the classical platonic Dawson and Joey position.
domenica, giugno 25, 2006
Cittadina modello
giovedì, giugno 15, 2006
Precisazione
Siccome a quanto pare c'è gente che non coglie il tono del discorso anche quando è chiaro ed è convinta che io sia una che ce l'ha col mondo e che si sente sola contro tutti (se ve lo state chiedendo beh, non c'è niente di più falso), avverto il gentile pubblico che il post sottostante è scritto in forma IRONICA, non aspetto DAVVERO la morte di nessun professore e non VOGLIO davvero cambiare ragazzo.
Grazie per la cortese attenzione
*plin plon*
martedì, giugno 13, 2006
Due punti da tenere saldi in testa
2) L'unico modo per risuscire a passare letteratura francese e linguistica inglese è avere pazienza ed aspettare che i suddetti professori muoiano di vecchiaia (la pensione neanche la conto visto che hanno 108 anni a testa)
sabato, giugno 10, 2006
Ecco siccome mio padre è gia' tanto se riesce ad accedere al sito dell'inter e siccome in realta' se ne strafrega altamente della mia camera ho deciso di infliggermi parte della pena postando io stessa lo stato del mio pavimento qualche minuto fa.
Il resto ve lo risparmio
venerdì, giugno 09, 2006
"Ci siamo stancate di rilassarci, ora vogliamo picchiare"
Dunque con la mia fida socia abbiamo di comune accordo deciso che era giunto il momento di dare un taglio alle pratiche orientali e darci a qualcosa che non riguardi nessun tipo di innalzamento spirituale: la fit boxe.
Dopo la prima lezione sto già quasi rimpiangendo lo yoga e quasi mi viene voglia di riscoprire la spiritualità perduta (o crearmene una ad hoc se ce n'è necessità). Ma a quanto pare questa terribile ora di tortura serve a bruciare calorie ed è ottima per mantenersi in forma... inoltre posso aggiungere che nonostante con lo yoga non sia mai riuscita ad avere nessun tipo di rivelazione, Nirvana, entrata in trance o balle varie; con la fitboxe già alla prima lezione ho avuto un esperienza extra corporale sperimentando quello strano luogo tra la vita e la morte dove tutto smette di avere senso
giovedì, maggio 18, 2006
Stupido turismo
Comunque vista la mia situazione ho bypassato i soliti 15 giorni di mare ed ho deciso di passare solo uno strimizzito weekend a Berlino ad Agosto.
E' davvero sconvolgente come solo il fatto di aver comprato un biglietto dell'aereo mi faccia provare panico... eh si odio volare...
Altro problema è che per cercare albergo ho passato praticamente tutte le sere di settimana scorsa navigando per siti e newsgroup cercando di trovare l'hotel PERFETTO. Ecco vi do una notizia: non esiste l'hotel perfetto. E tra l'altro è sconsigliato altamente leggere i commenti della gente sugli hotel non ci si raccapezza più.
Come puo' un albergo essere "famigliare e calmo, in zona tranquilla con deliziosi ristorantini" ed essere al tempo stesso per un altro utente "una catapecchia posta in una zona dove c'è da aver paura a camminare di sera"???
Poi una persona normale immagino se ne fotta vede quello in una zona decente un po' carino e finita li... ma io sono la paranoica per eccellenza, quella che ha paura di qualsiasi cosa esistente a questo mondo quindi il tutto si è fatto molto più complicato...
Alla fine son dovuta giungere a compromessi ma son riuscita a prenotare...
Che dire... Yay Berlino! Sono troppo emozionata perchè sono sempre stata piuttosto fissata col muro e non ho mai avuto possibilità di andarci... invece stranamente il mio moroso ha accettato di venire dopo aver visto "Il cielo sopra Berlino" ed aver dormito tutto il tempo... anzi no ero io quella che dormiva (si tiratemi pure dietro le pietre NON MI E' PIACIUTO non so cosa farci... ho tentato di farmelo piacere ma non ce l'ho fatta)... comunque una cosa buona quel film l'ha fatta quindi partiremo tutti e due allegramente per la Germania tra qualche mese se non moriremo sull'aereo ovviamente...

